Improvvisazione in ottava rima

 

Improvvisazione in ottava rima

Menar disturna in canti e versi in rima

OVVERO


COME SI IMPROVVISA E SI CANTA IN OTTAVA RIMA SECONDO LA TRADIZIONE POPOLARE TOSCANA

Tecnica e pratica della poesia estemporanea nell'arte del contrasto


Il corso, tenuto da Marzio Matteoli, ha luogo ogni martedì a Palazzo della Volta a Fucecchio, per almeno 7 e per massimo 15 partecipanti. Questi gli orari: dalle 21,00 alle 23,00

CHE COSA E' L'OTTAVA RIMA...
L'ottava rima è il metro usato nei cantari trecenteschi e nei poemetti del Boccaccio (Ninfale fiesolano, Filostrato,...); non è certo chi l'abbia inventato, ma il suo uso può essere rintracciato fin dal XIV sec. (Britto di Bretagna di Antonio Pucci). Diventerà poi il metro di poeti popolari, come Antonio Pucci, e colti come Franco Sacchetti che lasceranno poi al Pulci, al Boiardo, all'Ariosto e al Tasso, di elevarlo alle più alte cime. La popolarità dell'ottava riuscì in questo modo a sostituire la terzina dantesca. È ancora questo metro che sarà utilizzato dai poeti estemporanei per i loro contrasti di improvvisazione fino ai nostri giorni.


L'ottava toscana
Lo schema ritmico più utilizzato è quello dell'ottava a rima toscana, detta anche ottava o stanza, è una strofa composta da otto endecasillabi rimati, che seguono lo schema ABABABCC, quindi i primi sei endecasillabi sono a rima alternata, e gli ultimi due a rima baciata ma diversa da quelle dei versi precedenti, e uguale a quella del primo verso dell'ottava successiva.

Un esempio di ottava a rima toscana:

Or, se mi mostra la mia carta il vero,
non è lontano a discoprirsi il porto;
sì che nel lito i voti scioglier spero
a chi nel mar per tanta via m'ha scorto;
ove, o di non tornar col legno intero,
o d'errar sempre, ebbi già il viso smorto.
Ma mi par di veder, ma veggo certo,
veggo la terra, e veggo il lito aperto.


(Ludovico Ariosto Orlando furioso 46,1)




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